Lesbofemministe contro il mondo! Ma prima di tutto contro se stesse…

               femministe

Fino a poco tempo fa credevo che il problema dell’ambiente in cui mi ritrovavo a muovermi consistesse in una mancanza di sensibilità condivisa verso le questioni di genere. Mi piaceva proprio usare questo termine, sensibilità, per sottolineare l’esperienza di vita a discapito dell’ideologia. Proprio per questo immaginavo che questa sensibilità potesse essere più facilmente sentita da chi, come lesbica o frocio, avesse già dovuto fare un percorso di autoriflessione sulla propria identità sessuale e sul sè in relazione ad un forte modello normativo. Da qualche giorno sto rivedendo i termini della questione: non c’e’ un forte modello normativo ma ce ne sono molteplici e tutti sono soggetti a processi di inclusione ed esclusione. Come dire, la questione categoriale si frammenta e si complica notevolmente e nel ritrovarsi ad organizzare la festa di un gruppo di femministe e lesbiche devi tenere conto dei seguenti punti:

molte lesbiche diffidano delle femministe, le trovano noiose e sono disinteressate a discorsi politici, che le femministe amano fare in ogni momento, soprattutto ad una festa quando la gente è sbronza e più aperta ad essere convinta

molte femministe non vedono percorsi politici intrecciati con le lesbiche: molte femministe stanno bene con gli uomini e, si sa, le lesbiche odiano gli uomini e praticano sempre e comunque un separatismo violento

molte lesbiche diffidano dalle femministe, soprattutto se lesbiche, perchè non sono abbastanza attraenti: altra cosa sono le etero-lesbiche latenti apprezzate soprattutto ad una festa dove vuoi, di solito, rimorchiare

molte donne etero e non femministe diffidano di entrambe le categorie: provano un terrore primordiale, soprattutto verso le femministe che mirano ad attentare alla loro femminilità e a volerle renderle più simili agli uomini

molti uomini-ehmmm la maggior parte? quasi tutti? tranne forse i ragazzi delle lesbofemministe che hanno organizzato la festa e qualche amico gay- non ci pensano minimamente a mettere piede ad una festa di femministe e lesbiche perchè se il gruppo che l’ha organizzata si definisce femminista e lesbica allora vuol dire che:

-la festa è separatista

-il maschio appena possibile verrà aggredito

-non si rimorchia

-succederà qualcosa di spaventoso e inimmaginabile

-tutte le femministe odiano gli uomini e in generale chiunque abbia un pisello a meno che non sia stato costruito chirurgicamente: in quel caso, solo in quel caso, lo si tollera

 

La conseguenza è che prima di organizzare la prossima festa di lesbiche e femministe bisognerà lavorare sull’immaginario e sulle aspettative condivise o sorvolare sul tipo di gruppo politico che rappresenti, altrimenti ti dovrai aspettare poca, ben poca gente. Mi sa che dovevo nascere lesbica e nemica degli uomini per avere una degna rappresentanza in questo mondo.

 

 

5 comments ↓

#1 Bau on 07.08.08 at 12:09

Premesso che se fossi stato a Torino ci sarei venuto, sul volantino era scritto macho free zone, che se inteso come sugar-free sarebbe stato esplicitamente discriminatorio. Dipende da dove metti il trattino forse.
Mi dispiace per come è andata…

Ehm un giorno rispondo anche alle email.

#2 rob on 07.08.08 at 13:05

Beh, in effetti voleva essere discriminatorio verso chi è macho…:)

#3 silvietta on 07.09.08 at 08:34

hei anche a me dispiace! racconti più dettagliati?!
e scusate la mia lunga assenza, ho fatto un’overdose di schermo scrivendo la tesina poi mi soo presa qualche giorno prima di riavvicinare questo mostruoso macchinario…(però adesso so tutto delle mestruazioni!)

#4 bau on 07.09.08 at 13:15

Ok mi sto spagnolizzando troppo, non ci avevo neanche pensato al significato italiano! Qui vuol dire semplicemente maschio. D’altronde era scontato che i ‘machi italiani’ non erano i benvenuti.

#5 Bayle on 04.20.11 at 02:57

It’s soopky how clever some ppl are. Thanks!