Vi consiglio di vedere "D’amore si vive": interviste su amore e sesso e sessualità raccolte da Silvano Agosti (1984). Tra gli intervistati un bambino, una donna regolarmente sposata con un figlio, una prostituta, un travestito, un* transessuale. (Neanche un uomo che si senta rappresentante della virilità tradizionale, come mai?!).
Una miriade di spunti: non solo per ciò che viene detto, ma soprattutto per ciò che si tace, non si riesce a dire, per ciò che si cerca di celare dietro a risate, silenzi, occhi bassi, eppure trapela, si scorge, braccato si esprime con frasi vaghe, giri di parole, sospiri. Come se mancassero le parole per dire, come se la vergogna, come se la solitudine, come se la gioia…come se, come se…
Rifletto sull’ambivalenza del pudore, che protegge e distrugge spazi di intimità, di libertà, sulla capillarità della paura: dell’incontro, del confronto, della solitudine. Rifletto sulle potenzialità (represse, ma pur sempre potenzialità) che questa paura inibisce… vabbeh, guardatelo, poi ne parliamo!
Se qualcuna l’ha già visto mi dica che ne pensa!
Silvietta
6 comments ↓
Ciao Silvia,
ci siamo conosciuti a berlino ricordi?
Io non ho visto il film, anche se ce l’ho e aspetto di vederlo, ma ho visto uno spezzone anni fa su blob o fuori orario non ricordo. Lo stesso spezzone si trova qui:
http://www.youtube.com/watch?v=Sf_mXUk-jcI
10 minuti che mi hanno portato in un mondo che forse è sempre più immaginario, dove si vive per davvero e non occorre sforzarsi per crederci, nonostante non sia quello in cui vive il bambino ma ascoltandolo mi sono sentito molto vicino.
Di Silvano Agosti ho letto anche ‘Lettere dalla Kirghisia’ che consiglio vivamente a quelli che sono stufi di essere soltanto dei sognatori
ciao bowser!
Non l’ho visto, provvederò di sicuro. Per ora mi riporta alla mente un altro bel documentario sulla sessualità italiana, Comizi d’amore di Pasolini.
Ale mi ricordo, sì! Come va?
(mi hanno già parlato molto bene di Lettere…, me lo procurerò!)
Sarebbe interessante rifare le interviste, oggi, vedere come cambiano, se cambiano, le cose: da Pasolini, ad Agosti, ad adesso (non so perchè, sto pensando al libro della Levy “sporche femmine scioviniste”…).
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