Incontri
robi | 19 Giugno, 2008 12:43
Ieri sera ho visto La canzone di Carla di Ken Loach con due fratelli nicaraguanensi: non so se fosse il vino, il fatto che, soprattutto nella seconda parte ambientata in Nicaragua, Carlos guidava la nostra visione con dei commenti e precisazioni, o il fatto che il fratello, un vero simpatico, teatrante, buffone di sedici anni, cantava adrenalinico ed emozionato le canzoni del film, ma alla fine avevo un groppo allo stomaco notevole. Avrei voluto fare mille domande a Carlos ma le avrei poste male (sarò pessima nel fare ricerca sul campo, già lo so). Per il momento l'America latina continua a rimuginarmi in testa: chissà che finalmente non legga Le vene aperte dell' America latina.
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Gnocche, politica, diritti e pride.
robi | 02 Giugno, 2008 12:46
A maggior ragione dopo le dichiarazioni di una di quelle gnocche che fanno presenza nel nuovo governo giocando a fare le italiane medie sceme e dipendenti dalle pacche amichevoli sulle spalle (o sul culo a seconda della situazione) di qualche vecchio con il potere, direi che ho gran voglia di andare al gay pride di Bologna. E, aggiungerei, che del patrocinio del governo me ne frega ben poco. Però vorrei linkare la giustificazione alle proprie affermazioni imbarazzanti che la gnocca di cui sopra ha pubblicato nel suo blog. In particolare trovo divertente questo passaggio:
<Sono cosciente delle tante discriminazioni nelle scuole, nelle
universita' e nei luoghi di lavoro e credo che l'Italia abbia il dovere
di contrastarle con fermezza. Detto questo, pero', il movimento Glbt
non puo' pretendere per le coppie omosessuali ne' riconoscimenti simili
a quelli garantiti alla famiglia, ne' il patrocinio del Governo a
manifestazioni che rispondono piu' a logiche esibizionistiche che ad
altro>
Uno di quei momenti in cui non mi sento proprio di sostenere la 50e50. Direi che non si poteva aspirare a niente di meglio dalla ministra delle pari opportunità: rispetto per le pari opportunità di chiunque, logica ferrea del discorso, totale mancanza di contraddizione interna (probabilmente è contraria all'uso del termine frocio perchè denigratorio ma per quel che riguarda mettere sullo stesso piano relazioni etero e relazioni gay non se ne parla: dopotutto nel primo caso si sfornano figli nel secondo si è inutilmente sterili! cosa che rende di conseguenza l'Amore Vero meno vero e quindi con meno diritto al riconoscimento: ma qualcuno può spiegare a queste persone che la storia della cicogna non è vera e che i figli li puoi fare in diversi modi che non hanno nulla a che vedere con l'amore e nemmeno necessariamente col sesso!?), forti giustificazioni a supportare il proprio programma (la prima cosa che ho pensato una volta letto questo passaggio è stato <perchè no?> . No perchè sembra un'evidenza biologica piuttosto che una scelta politica e morale avere pari diritti per coppie etero e omo o non averli, e se è una scelta politica vorrei fosse spiegata, magari con migliori giustificazioni della solita Famiglia, etero, monogama, procreativa, poco divertente ma molto amorevole e nevrotica incisa nel Dna della cultura italiana immutabile e sostanziale: da allora e per sempre. Una cultura che pesa questa e di cui, insieme al concetto di identità, in politica si abusa troppo spesso in modo errato).
E se non basta, rallegratevi anche con quest'altro bel pensierino sulla famiglia e la donna ideale secondo la Carfagna. Infine, la rete nazionale delle Sommosse ha deciso di replicare al suo intervento ad un dibattito che si è tenuto sul quotidiano La Repubblica sulla violenza contro le donne. Buona lettura.
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Rinfoltiamo le fila della resistenza.
robi | 27 Maggio, 2008 10:16
Mi è arrivato questo appello via mail, mi è venuto voglia di convincerle a venire in Italia:
Call
for people/contacts/information
as some of you might already know we have the idea of bulding up a queer-feminist collective in the countryside.
Now we need YOU because you might know
-
people who have a similar idea to ours and maybe want to join us
-
collectivs that are loooking for new people or that can share experiences/information with us
-
suitable places/empty houses on the countrside
About us:
we are a berlin based new founded group of six persons and we just started the whole process of discussing our political and social ideas/wishes/dreams...so far what`s already clear is that we want:
-
a project in the countryside (preferable in southern europe like spain or portugal)
-
to live with people of all genders, who are interested in queer-feminist ideas/struggles
-
to develop a way of living and working together that is taking care of everyones needs and possibilities and solves problems in a consensual way.
-
to learn about communication and how to avoid hierarchies inside our collective
-
to build up alternatives to the individualized way of life inside of our capitalist society. We would appreciate to do this meanwhile getting involved in the regional affairs of the would-be place.
-
to create a space that is as safe as possible for people who are affected by structural opression/violence→ therefore have enough space to reflect on our own internalized thoughts and actions of oppression.
It would be great if you could forward this email to people that could help us or be interested or just send us all the information you have!
Contact: auf-ins-gruene@riseup.net
Thank you very much for your help!
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D'AMORE SI VIVE
robi | 26 Maggio, 2008 15:05
Vi consiglio di vedere "D'amore si vive": interviste su amore e sesso e sessualità raccolte da Silvano Agosti (1984). Tra gli intervistati un bambino, una donna regolarmente sposata con un figlio, una prostituta, un travestito, un* transessuale. (Neanche un uomo che si senta rappresentante della virilità tradizionale, come mai?!).
Una miriade di spunti: non solo per ciò che viene detto, ma soprattutto per ciò che si tace, non si riesce a dire, per ciò che si cerca di celare dietro a risate, silenzi, occhi bassi, eppure trapela, si scorge, braccato si esprime con frasi vaghe, giri di parole, sospiri. Come se mancassero le parole per dire, come se la vergogna, come se la solitudine, come se la gioia...come se, come se...
Rifletto sull'ambivalenza del pudore, che protegge e distrugge spazi di intimità, di libertà, sulla capillarità della paura: dell'incontro, del confronto, della solitudine. Rifletto sulle potenzialità (represse, ma pur sempre potenzialità) che questa paura inibisce... vabbeh, guardatelo, poi ne parliamo!
Se qualcuna l'ha già visto mi dica che ne pensa!
Silvietta
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keeper
robi | 21 Maggio, 2008 15:35
Il regalo più utile che mi sia mai stato fatto: il keeper. Si tratta di una coppetta in silicone che sostituisce gli assorbenti: si infila nella vagina (più in basso rispetto ai tamponi) e la si svuota ogni 4-8 ore. Si sciaqua e si rimette. Per sterilizzarla tra un ciclo e l'altro basta farla bollire 5-7 minuti.
L'idea può dispiacere o suscitare perplessità...e invece la realtà è che funziona benissimo. In ordine sparso:
1) costa meno di trenta euro e dura anche 10 anni;
2) non irrita la pelle come gli assorbenti esterni e non dà fastidio anche dopo ore e ore che la si porta, come gli assorbenti interni. Non è sconsigliato ursarla sempre, com'è sconsigliato usare i tamponi, e poi non si sente, ci si scorda di averla messa!
3) è ecologica, non si inquina usandola... e non è necessario girare con la borsa foderata di assorbenti. Basta bottiglietta d'acqua, per sciaquarla.
4) ha migliorato le relazioni tra me e le mestruazioni, per tutti questi motivi e altri che non mi spiego.
5) si può mettere prima che inizi il ciclo, se si crede che stia per arrivare. Così si evitano sorprese senza il fastidio dei proteggi-slip (che la mia pelle detesta).
Per il momento non mi viene in mente altro, ma mi si può trovare di frequente al bar a decantarne le lodi. Ci vuole forse un po' di confidenza con il proprio corpo, le prime volte. A me personalmente il sangue non fa schifo, anzi. Forse a qualcuna sì. Ma allora non è nella coppetta che sta il problema. Va beh, il punto è: funziona! Dopo le prime mestrazioni ci si è già abituate ad usarla. Pensateci, arriva il caldo.
Silvietta
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